L’eredità toccataci dal mestiere pittura, non permette soluzioni e lascia i problemi eternamente aperti.
Tra tutte, l’impossibile scissione di un intreccio che non unirà binari paralleli per una possibile connessione seppur data da un’infinita – finita esperienza.
Divergenze tali da far resistere e coesistere con l’empirismo.
Nel nostro caso il tutto empirico si presenta come una preziosa risorsa seppur discutibile ma integrata a fortuiti incontri per facoltà misteriose che coinvolgono anima e corpo, fin dal primo accenno, partendo da una realtà di misura spazio – tempo.

Così dopo aver escogitato e guadagnato la certezza e la convinzione sul qualcosa, soggetto- oggetto, accade in noi lo stesso modo di sentire e pensare.

Qualche dubbio? Mille dubbi e scrupoli nel rinsaldare il concetto di onnipotenza concreta e manifesta, rasente sensazione di ordine matematico tra possibilità e fare, perché l’anima spinge e la mano dipinge il movimento della ferma “attesa”!
Tutto si estende nel pieno continuum, senza prudenza, formando l’essenza di una corrente che conduce la barca senza remi in un augusto porto, dove l’acqua aperta rifletterà paesi e figure riportando alla luce profili e segni di una chiarezza che rischia l’abbaglio!

Questo, il bagaglio di due artisti tra giochi verbali, ironici, storpiati, perché per questo siamo nati.

 

Ercole Pignatelli